Roberto Ghezzi (1978, Cortona, IT). La sua formazione ha avvio all’interno dello studio di scultura di famiglia e si perfeziona all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Inizia ad esporre negli anni Novanta e i suoi esordi sono legati alla pittura. Tutta la sua produzione è fondata sul forte interesse per il paesaggio naturale, che, agli inizi, egli indaga sia attraverso la rappresentazione pittorica, che mediante sperimentazioni “sul campo”, a contatto diretto con l’ambiente naturale. Si tratta di uno studio portato avanti nel corso di un decennio, che, muovendo da un approccio scientifico di esame approfondito della realtà organica, assume forma concettuale attraverso la materia. Nei primi anni 2000 presenta al pubblico opere legate alla suddetta ricerca, maturata negli anni. Creazioni inedite, che nascono da studi e sperimentazioni su luoghi naturali, spesso incontaminati, e il cui titolo Naturografie ha in sé il concetto fondante sia del risultato finale, che del processo. Quest’ultimo è parte integrante dell’opera, in un viaggio all’origine del rapporto tra artista e natura, dove il supporto è spazio di comunione tra essi. L’artista crea con la natura, ma, al tempo stesso sovraintende ad ogni fase della creazione: dalla determinazione delle variabili iniziali, al fattore tempo, fino alla forma finale.
Selezione delle ultime mostre personali: PAESAGGI ASSOLUTI, a cura di Anna Ricci, Castello dei Conti Guidi, Poppi (2025); RIPENSARE LE CESURE, a cura di Raffaele Quattrone per PADIGLIONE ITALIA – 19 BIENNALE ARCHITETTURA DI VENEZIA a cura di Guendalina Salimei, Arsenale di Venezia (2025); GREENLAND BLURRING, a cura di Mara Predicatori, Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen (2025); THE MOUNTAIN’S EYES, a cura di Gabriele Salvaterra, in collaborazione con Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Torino; Gallery Mcube, Kathmandu, Nepal (2024); WHITE FADES, a cura di Mara Predicatori, in collaborazione con CNR ISP. Istituto Italiano di Cultura di Oslo (2024); Life on mARTS, in collaborazione con CasermArcheologica e Università di Creta. Museo di Storia Naturale di Creta, Heraklion, Grecia (2024); THYBRIS, IL FIUME ETERNO, a cura di Cristian Porretta e Davide Silvioli, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (2023).
Roberto Ghezzi (1978, Cortona, IT). La sua formazione ha avvio all’interno dello studio di scultura di famiglia e si perfeziona all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Inizia ad esporre negli anni Novanta e i suoi esordi sono legati alla pittura. Tutta la sua produzione è fondata sul forte interesse per il paesaggio naturale, che, agli inizi, egli indaga sia attraverso la rappresentazione pittorica, che mediante sperimentazioni “sul campo”, a contatto diretto con l’ambiente naturale. Si tratta di uno studio portato avanti nel corso di un decennio, che, muovendo da un approccio scientifico di esame approfondito della realtà organica, assume forma concettuale attraverso la materia. Nei primi anni 2000 presenta al pubblico opere legate alla suddetta ricerca, maturata negli anni. Creazioni inedite, che nascono da studi e sperimentazioni su luoghi naturali, spesso incontaminati, e il cui titolo Naturografie ha in sé il concetto fondante sia del risultato finale, che del processo. Quest’ultimo è parte integrante dell’opera, in un viaggio all’origine del rapporto tra artista e natura, dove il supporto è spazio di comunione tra essi. L’artista crea con la natura, ma, al tempo stesso sovraintende ad ogni fase della creazione: dalla determinazione delle variabili iniziali, al fattore tempo, fino alla forma finale.
Selezione delle ultime mostre personali: PAESAGGI ASSOLUTI, a cura di Anna Ricci, Castello dei Conti Guidi, Poppi (2025); RIPENSARE LE CESURE, a cura di Raffaele Quattrone per PADIGLIONE ITALIA – 19 BIENNALE ARCHITETTURA DI VENEZIA a cura di Guendalina Salimei, Arsenale di Venezia (2025); GREENLAND BLURRING, a cura di Mara Predicatori, Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen (2025); THE MOUNTAIN’S EYES, a cura di Gabriele Salvaterra, in collaborazione con Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Torino; Gallery Mcube, Kathmandu, Nepal (2024); WHITE FADES, a cura di Mara Predicatori, in collaborazione con CNR ISP. Istituto Italiano di Cultura di Oslo (2024); Life on mARTS, in collaborazione con CasermArcheologica e Università di Creta. Museo di Storia Naturale di Creta, Heraklion, Grecia (2024); THYBRIS, IL FIUME ETERNO, a cura di Cristian Porretta e Davide Silvioli, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (2023).