Alice Orf, classe 1996, in tempi di ossessiva esposizione di sé, decide di non mostrarsi. Studi classici, fotografa appassionata, poetessa, artista sensibile e coraggiosa, ha scelto un’esperienza fortemente reazionaria in questo momento di caos e opulenza, vivendo senza luce e comodità e portando avanti una sorta di iniziazione all’arte che si configura come un viaggio a ritroso. Il suo linguaggio si confronta con le icone della storia classica, se ne riappropria, libera nella contemporaneità il tabù più radicato, l’inarrivabile bellezza. Immutabile e struggente al punto da volerla ancora animare, muovere e risvegliare; mettere in scena nel qui e ora: dove quello che (solo apparentemente) è fermo e dimenticato, ritorna vivo e palpitante; grida e si colora, schiaffeggia in schizzi di vernice, graffiti e tagli. Un’impresa non meramente virtuosistica, che rischierebbe di vanificarne il “ plus valore” estetico. Non vuole essere una prova muscolare bensì rappresenta il desiderio, persino utopico, di intervenire su ciò che è già iconico,con il suo tratto contemporaneo che interpreta e sfida “l’artefice divino”.
Le sue opere si trovano in collezioni private e strutture pubblica in Italia e all’estero.







