Salvo

Salvo (Salvatore Mangione) nasce a Leonforte, in provincia di Enna, nel 1947. Nel 1956 si trasferisce a Torino, dove nel 1962 visita la mostra di Francis Bacon alla Galleria d’Arte Moderna, rimanendone profondamente colpito. L’anno seguente partecipa alla 121ª Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti con un disegno ispirato a Leonardo. In questi anni realizza copie da Rembrandt, Van Gogh, Fontana e Chagall. Nel 1968 compie un viaggio a Parigi e, al suo ritorno, frequenta l’ambiente dell’Arte Povera e critici come Renato Barilli, Germano Celant e Achille Bonito Oliva. Nel 1969 entra in contatto con gli artisti concettuali americani Joseph Kosuth, Sol Lewitt e Robert Barry. All’inizio degli anni Settanta realizza lavori fotografici e incisioni di parole o frasi su lapidi in marmo, come Salvo è vivo. Nel 1971 tiene personali alla Galleria di Paul Maenz di Colonia e alla Galleria Yvon Lambert di Parigi, con cui continuerà a collaborare negli anni successivi; nel 1972 espone alla John Weber Gallery di New York. Nello stesso anno partecipa a Documenta 5 a Kassel. Dal 1973 Salvo torna alla pittura tradizionale, inaugurando un nuovo percorso con i suoi d’après, iniziati già nel 1970 con Autoritratto come Raffaello. Espone questi lavori in Italia e all’estero. Dal 1976 elabora una serie di paesaggi semplificati, caratterizzati da colori brillanti, rovine architettoniche e scorci con colonne classiche. Queste opere si distinguono per la maestria con cui l’artista restituisce la luce naturale, rappresentando con realismo l’aurora, il giorno, il tramonto e la notte. Questi paesaggi diventano le sue opere più note e, tra il 1982 e il 1983, gli valgono grande notorietà in Europa, con retrospettive a Gand, Lucerna e Lione. Partecipa inoltre a Documenta 5 a Kassel nel 1972e alla Biennale di Venezia nel 1976 e nel 1984. In seguito al successo internazionale, espone regolarmente in Italia (Milano, Genova, Roma) e all’estero (New York, Stoccarda, Monaco, Colonia). Nel 1998 inaugura a Bologna, presso Villa delle Rose, una grande retrospettiva curata da Renato Barilli, Danilo Eccher e Dede Auregli. Dopo una breve pausa, nel 2005 avvia una nuova fase di ricerca: abbandona le vallate, soggetto prediletto degli ultimi anni, per concentrarsi sulle pianure, introducendo un inedito taglio prospettico nei suoi paesaggi. Salvo muore a Torino nel 2015. Anche dopo la sua scomparsa, la sua opera continua a essere celebrata con numerose mostre retrospettive e personali a lui dedicate.

Artist's works

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Salvo (Salvatore Mangione) nasce a Leonforte, in provincia di Enna, nel 1947. Nel 1956 si trasferisce a Torino, dove nel 1962 visita la mostra di Francis Bacon alla Galleria d’Arte Moderna, rimanendone profondamente colpito. L’anno seguente partecipa alla 121ª Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti con un disegno ispirato a Leonardo. In questi anni realizza copie da Rembrandt, Van Gogh, Fontana e Chagall. Nel 1968 compie un viaggio a Parigi e, al suo ritorno, frequenta l’ambiente dell’Arte Povera e critici come Renato Barilli, Germano Celant e Achille Bonito Oliva. Nel 1969 entra in contatto con gli artisti concettuali americani Joseph Kosuth, Sol Lewitt e Robert Barry. All’inizio degli anni Settanta realizza lavori fotografici e incisioni di parole o frasi su lapidi in marmo, come Salvo è vivo. Nel 1971 tiene personali alla Galleria di Paul Maenz di Colonia e alla Galleria Yvon Lambert di Parigi, con cui continuerà a collaborare negli anni successivi; nel 1972 espone alla John Weber Gallery di New York. Nello stesso anno partecipa a Documenta 5 a Kassel. Dal 1973 Salvo torna alla pittura tradizionale, inaugurando un nuovo percorso con i suoi d’après, iniziati già nel 1970 con Autoritratto come Raffaello. Espone questi lavori in Italia e all’estero. Dal 1976 elabora una serie di paesaggi semplificati, caratterizzati da colori brillanti, rovine architettoniche e scorci con colonne classiche. Queste opere si distinguono per la maestria con cui l’artista restituisce la luce naturale, rappresentando con realismo l’aurora, il giorno, il tramonto e la notte. Questi paesaggi diventano le sue opere più note e, tra il 1982 e il 1983, gli valgono grande notorietà in Europa, con retrospettive a Gand, Lucerna e Lione. Partecipa inoltre a Documenta 5 a Kassel nel 1972e alla Biennale di Venezia nel 1976 e nel 1984. In seguito al successo internazionale, espone regolarmente in Italia (Milano, Genova, Roma) e all’estero (New York, Stoccarda, Monaco, Colonia). Nel 1998 inaugura a Bologna, presso Villa delle Rose, una grande retrospettiva curata da Renato Barilli, Danilo Eccher e Dede Auregli. Dopo una breve pausa, nel 2005 avvia una nuova fase di ricerca: abbandona le vallate, soggetto prediletto degli ultimi anni, per concentrarsi sulle pianure, introducendo un inedito taglio prospettico nei suoi paesaggi. Salvo muore a Torino nel 2015. Anche dopo la sua scomparsa, la sua opera continua a essere celebrata con numerose mostre retrospettive e personali a lui dedicate.

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